Oh, la Svezia! Biondissimi adoni, Inverni gelidi, design all’avanguardia,
cibo meraviglioso…cibo meraviglioso.
Qui mi fermo, nella lista delle cose che ci si immagina quando si parla
di questo (per niente) austero paese, e non per lodare le doti dell’aringa
sotto sale.Sono incappata nel blog di Anna, una svedese che dopo 12 anni
passati a Dublino ora vive a Copenhagen. Scandinavian Cottage presenta,
tra le varie golosità, la ricetta degli Swedish Cinnamon Twists, che
non ho esitato a provare in casa. Adattando la ricetta.
Di poco, però!

Trecce svedesi alla cannella

pasta:
1 tbsp semi di cardamomo
1 1/2 cup latte
50 g di lievito fresco
1/2 cup zucchero di canna
1/2 tsp sale
1 uovo
5 cups farina

ripieno:
6 o 7 tbsp burro ammorbidito (circa 80 g)
1/2 cup zucchero di canna
2 tbsp cannella

per spennellare:
1 uovo
1/4 cup zucchero di canna

Macina i semi di cardamomo, aggiungi il latte e riscalda fino a intiepidirlo.
Sbriciola il lievito in una terrina, aggiungi il latte caldo e mescola finché
il lievito non si sarà dissolto.
Aggiungi sale, zucchero, l’uovo e, a poco a poco, la farina fino ad ottenere
una pasta liscia e un po’ appiccicosa. Lascia riposare un paio d’ore.
Nel frattempo componi il ripieno con burro, zucchero e cannella e sbatti
l’uovo che userai per spennellare le trecce.

Stendi la pasta lievitata in due quadrati, spalmaci il ripieno e piega a metà,
così da ottenere due rettangoli ripieni. Dividili in cinque parti ognuno.
Crea delle trecce e richiudile su se stesse (vedi le foto qui sotto).
Lascia riposare le trecce crude per altri 45 minuti.


Spennella infine ogni treccia con l’uovo sbattuto e spruzzale generosamente
con lo zucchero di canna. Inforna subito per 15/20 minuti, controllando
la cottura con uno stuzzicadenti. Sono ottime calde, con il latte, a colazione.
Grazie, Svezia.

Oh, Sweden! Beautiful blonde guys, cold winters, cool design pieces,
gorgeous food…gorgeous food.
Here I stop, on the list of things you imagine when you talk about this
(not at all) cold country, and I’m not going to talk about herrings.
I’ve just met Anna’s blog, a swedish girl who after spending 12 years
in Dublin, now lives in Copenhagen. Scandinavian Cottage presents,
between other delicatessen, the Swedish Cinnamon Twists, that
I’ve immediately tried at home. Adapting the recipe.
Just a little bit!

Swedish cinnamon braids

dough:
1 tbsp cardamom seeds
1 1/2 cup milk
50 grams fresh yeast
1/2 cup cane sugar
1/2 tsp salt
1 egg
5 cups flour

filling:
6 or 7 tbsp butter, room temperature
1/2 cup cane sugar
2 tbsp cinnamon

to brush:
1 egg
1/4 cup cane sugar

Crush the cardamom seeds, add the to the milk and heat until warm.
Crumble the yeast in a bowl, ad the warm milk with cardamom and stir
until the yeast is completely dissolved. Add salt, sugar, the egg and then
the flour, slowly, mixing to avoid lumps. The resulting dough should be
smooth and a little sticky. Let it raise for a couple of hours.
Meanwhile, compose the filling with butter, sugar and cinnamon; then
beat the egg to brush the braids.

Roll out the dough in two squares, spread the filling on it and then fold
them in two. Divide each resulting rectangular dough in five pieces.
Create ten braids and let them raise for 45 minutes.
Brush each braid with the beaten egg and generously sprinkle
cane sugar on it. Bake for 15/20 minutes, controlling with a stick.

They’re GREAT for breakfast, with cold milk. I DO love them.
Thank you, Sweden.

Ho cominciato a disegnare le ricette che provo.
Eccone una, tratta da nothing in the house (che, se cercate torte e tortine, è un’ottima fonte).

P.S. Già che ci siete, leggetevi pure questo articolo, devo dire che mi ha fatta sorridere.

I’ve started to draw what I cook.
Here you are one of the recipes, which I’ve found in nothing in the house (if you’re looking
for pies and tarts, that’s the perfect source).

P.S. If you have some spare time, please read this article too, it made me smile.

Nonostante io sia stata in vacanza per ben – e dico ben – quattro giorni
in giro per le dolomiti, a godermi il fresco e i paesaggi mozzafiato, sono
già qui a lamentarmi. Fa caldo. Molto, molto caldo.

Banalità a parte, ci sono anche buone nuove da queste parti: mi sono
decisa a smettere di spendere soldi per cereali di dubbia provenienza
e gusto, e iniziare a produrli da me. Spartani, certo, ma buoni.
La ricetta (se così la si può chiamare) l’ho pescata da My New Roots,
già citato e amato blog di una chef di Copenhagen. Seguitelo. Ora.

Non mi dilungo oltre.

muesli pistacchi

Muesli di Anna
(liberamente ispirati alla Simple Gourmet Granola di Sarah)

4 tazze di fiocchi d’avena grandi
1 tazza di mandorle sminuzzate
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 tazza di miele liquido (quello di acacia va bene, o il millefiori sciolto)
4 cucchiai di olio di semi di girasole
1 tazza di pistacchi tostati sgusciati (anche salati hanno il loro perché)
1 tazza e 1/2 di mirtilli rossi disidratati (o lamponi disidratati)
1 tazza di cioccolato bianco a pezzi

pistacchio

Premetto che, esclusi avena, mandorle, olio e miele tutti gli ingredienti
sono facoltativi sia per dosi che per presenza. Ho provato a fare i muesli
cambiando il “condimento”, se così vogliamo chiamarlo, a seconda del mio
personalissimo gusto. Vi invito a fare altrettanto, perché spaccano.

Preriscalda il forno a 180°C. in un pentolino, a fuoco lento, sciogli olio
e miele senza bruciarli. Il miele non deve bollire.
In una terrina larga mescola avena, mandorle, sale, poi versa il composto
di olio e miele incorporandolo bene. Disponi il tutto su una piastra coperta
di carta da forno, ben disposto in modo da non accumularsi troppo.

Cuoci per dieci minuti, poi estrai la piastra dal forno e mescola bene, così
da far dorare tutti i fiocchi. Cuoci per un’altra mezzora, intervallando ogni
5 minuti per mescolare i muesli, finché non saranno completamente tostati.

muesli tostati

Una volta estratti dal forno, lasciate raffreddare prima di aggiungere gli ingredienti
facoltativi (in questo caso pistacchi, mirtilli rossi e cioccolato). Mescolate bene
e chiudete il tutto in barattoli ermetici.
barattoli

Questa ricetta l’ho preparata circa otto mesi fa, l’inverno scorso.
Una volta sistemato e finito il tutto, mi sono ripromessa di scannerizzarlo
e postarlo qui…beh, diciamo che ho bisogno dei miei tempi.

La ricetta è assolutamente da provare, magari tra qualche settimana,
quando il caldo comincerà a placarsi e si avrà voglia di rimettersi ai fornelli!

 

crocchette di porri

Mia madre mi ha abituata, fin da piccola, all’amore per la verdura e,
in particolar modo, per le zuppe. Durante i mesi freddi non c’è giorno
che passi senza che lei prepari una crema calda per cena, e devo dire
che la cosa mi ha sempre dato una certa sensazione di sicurezza.

Mi direte voi: ora siamo a luglio, che ce lo dici a fare?
Beh, mia madre ha trovato la soluzione: da qualche parte ha scovato una
ricetta del gazpacho andaluz, e l’ha adattata fino a trovare la sua personale
versione. Ora che abito sola, d’estate la ripropongo spesso e volentieri.
Grazie a mamma Elena.


Gazpacho della Nena

5 pomodori ramati maturi
1 peperone, più uno per guarnire
1 cipolla rossa di tropea
1 cetriolo, per guarnire
Pane raffermo
2-3 spicchi di aglio
Una manciata di basilico fresco
sale, pepe, limone, olio

Metti sul fuoco una pentola d’acqua. Una volta che questa è giunta
a bollore spegni il fuoco, butta i pomodori e lasciali sbollentare per  circa
trenta, quaranta secondi. Non si devono cuocere! Scolali e passali sotto
l’acqua fredda: ora sono pronti per essere pelati velocemente. Pratica
un taglio a croce su ognuno uno dei pomodori e sbucciali.

pomodori croce

Taglia a pezzettoni i pomodori e mettili a riposare in una terrina con
aglio, sale, olio e pepe. Nel frattempo taglia a pezzetti la cipolla e
uno dei peperoni e, a parte, il cetriolo e il peperone per guarnire.
Taglia il pane raffermo a dadoni e passali in forno con un po’ di olio,
finché non saranno dorati. In alternativa, io li taglio a fette e li faccio
tostare tipo bruschetta (volendo si possono anche passare con dell’aglio).

pomodori+olio

Aggiungi la cipolla e il peperone ai pomodori riposati, togli gli spicchi
d’aglio (rimane il sapore ma si evitano tragedie durante il pasto), e con
un mixer frulla tutto, fino ad ottenere una crema liscia.

gazpachoAggiusta di sale, aggiungi uno spruzzo di limone e servi con la verdura
a pezzi e i crostini caldi. Per le serate calde è la soluzione ideale.

Ci sono ricette che danno soddisfazione per il lungo processo che
le compone, e ci sono quelle che danno soddisfazione, punto.
Questa torta, se non si fosse già capito, fa parte ovviamente della
seconda categoria. Non me ne prendo la paternità: l’ho assaggiata
poco dopo natale, e non ho mai avuto il tempo di riportarla qui!

Ora che gli esami incombono ogni scusa è buona per prendermi
una pausa dallo studio…specialmente se ciò implica qualcosa di dolce!

torta_mele

Torta semplice alle mele
(leggermente adattata dalla ricetta di Ric) 

4 mele grandi
180 g di farina tipo 00
100 g di zucchero di canna, più due cucchiai per caramellare
1 uovo
1/2 bustina di lievito
Cannella, a piacere

Sbuccia le mele, privale del torsolo e tagliale a pezzetti piccoli. In
una terrina, mettile a riposare con zucchero e cannella finché non
avranno rilasciato un po’ del loro succo. Aggiungi poi gli altri
ingredienti e mescola  per amalgamare il tutto.

Il risultato sarà piuttosto secco e “meloso” (viva i neologismi!) ma non
temere: mescolando le mele rilasceranno umidità e l’impasto avrà un
aspetto più omogeneo. Non farti prendere dal panico e non aggiungere
latte o acqua per diluirlo: l’ho fatto una volta, ed è un errore. Grosso.

Una volta raggiunta una consistenza simile a quella in foto, versa
il composto in una teglia (meglio se a cerchio apribile, ma una qualsiasi
andrà bene, testato) e spolverizzala con cannella e zucchero di canna
e infornala a 180° per una mezz’ora, controllando con uno stuzzicadenti.


Una volta cotta, la torta dovrebbe essere dorata e morbida, ottima sola o con
del gelato (siamo in estate, in fondo). È veloce da preparare, buona e piace
praticamente a tutti. Direi a prova di bomba se dovete fare un dolce per
qualcuno che non conoscete bene e volete fare una bella figura. Auguri!

Ritornare è sempre un po’ difficile.
Ho passato qualche mese ad occuparmi un po’ di me, dell’università,
delle persone che mi stanno attorno, e ora che tutto è in ordine posso
ritornare ad occuparmi di questo blog.
L’ispirazione mi è arrivata da Ade, che questo weekend è stata ospite
a casa nostra e ha preparato una ricetta che avevo lasciato da parte da
un po’. Quale occasione migliore per riproporla qui?

Questa è una torta semplicissima, vegana, senza nulla in più
dell’indispensabile. Questa volta ho provato a farla in versione muffin
(unica differenza: molti stampini invece di un solo stampo, semplice).
Se non avete nulla da fare e insorge la voglia di cioccolata, tirate su
le maniche e preriscaldate il forno, in dieci minuti sarà tutto infornato.

Image

Torta essenziale al cioccolato
(adattata da joy the baker)

2 1/2 tazze di farina tipo 00
1/2 tazza di cacao amaro in polvere
1 tazza di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di sale
1 tazza di caffè
1/2 tazza di olio extra vergine d’oliva
Cioccolato extra fondente, a piacere

Preriscalda il forno a 180°C, poi prepara dei pirottini in alluminio,
imburrandoli o, come ho fatto io, foderandoli con pirottini di carta.
Taglia il cioccolato a pezzettoni e mettilo da parte, cercando di
non mangiarne la metà durante la preparazione (come invece
ho fatto io).

In una terrina grande, mescola gli ingredienti secchi, bene, e in
una più piccola tieni olio e caffè. Aspetta che la temperatura del
caffè scenda, poi incorpora gli ingredienti umidi nella terrina grande.
Quando l’impasto si presenterà omogeneo, aggiungi il cioccolato
rimasto e mescola finché non sarà ben distribuito.
Dividi l’impasto nei pirottini e inforna per 30-35 minuti, nel dubbio
passa alla prova dello stuzzicadenti (vedi post precedenti).

Nel caso della torta il tempo impiegato è lo stesso, ma se la preferite
un po’ più secca lasciatela in forno dieci minuti in più.
Lasciate raffreddare i muffin o la torta su una gratella, poi serviteli
(/la) tiepidi. Nel caso siate soli e siete inclini ai peccati di gola, evitate
di starci troppo vicino: meglio tenerla ben riposta in uno scaffale
in credenza. Devo ancora trovare qualcuno che non chieda il bis.

Image